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Qualcosa da tenere per sé
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Oggero, Margherita

Qualcosa da tenere per sé

Milano : A. Mondadori, 2007

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Abstract: Le architetture severe di Torino si tingono di colori, le strade brulicano di persone: è l'atmosfera elettrica e allegra delle Olimpiadi invernali, grazie alle quali anche la profia Camilla Baudino gode di una vacanza fuori programma. Scuole chiuse, marito e figlia in montagna per seguire da vicino le gare, Camilla resta in città con il fido cane Rotti e... con il bel commissario Berardi. Ma la profia, si sa, ha un fiuto particolare per i guai, e anche stavolta ne troverà uno sulla propria strada. La sua giovane amica Liuba - che vive in una piccola comune abitata da un gruppetto di ragazzi stravaganti, ciascuno con una storia speciale alle spalle - ha bisogno di aiuto: il dolce, svagato Quantunque, l'ultimo arrivato nella comune, un ragazzino del quale nessuno sa niente ma a cui tutti vogliono bene, è scomparso nel nulla. L'indagine di Camilla s'intreccia presto con quella della polizia, che sta cercando l'assassino della prostituta Flora, in un contrappunto serrato tra l'inchiesta ufficiale e quella - più discreta e femminile, ma non meno efficace - della profia. Che finirà per trovarsi di fronte a una domanda difficile: fino a che punto è giusto rivelare la verità?

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Gaia ZAPPIA
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Attenzione: questa recensione contiene spoiler!

Penultimo della serie con Camilla Baudino, “Qualcosa da tenere per sé” è probabilmente il libro della Oggero su cui lancerete più imprecazioni. Ma partiamo dal principio: ancora una volta, la vita della prof si intreccia con un caso da risolvere e nondimeno assegnato alla squadra omicidi di Gaetano Berardi.
L’aria di Torino si tinge con i colori delle olimpiadi e il freddo che ne pervade le pagine trafigge le ossa di chi legge, sopratutto grazie alle macabre descrizioni dei due omicidi chiave. Nessuno dei tre precedenti romanzi risulta impregnato di sangue tanto quanto questo e la stessa trama presagisce qualcosa di diverso dal solito.

Sono occorse un’ottantina di pagine prima di entrare nel vivo della storia, prontamente rivelatasi un susseguirsi di incalzanti colpi di scena fino alle ultimissime righe, tuttavia, la novità maggiore sta nel triangolo Renzo-Camilla-Gaetano. Libera da madre, marito e figlia (tutti partiti in vacanza), Camila sembra finalmente volersi lasciare andare a una relazione con Gaetano. Nessuno dei due si sbilancia più di troppo (una cena, qualche visita, delle battute), eppure risulta evidente come entrambi siano mossi dal desiderio. Peccato solo che Margherita Oggero ami far soffrire noi poveri sognatori e, per usare un’espressione non mia, “Qualcosa da tenerezza per sé” è la tomba del Gaudini. Se prima una minima speranza rimaneva, adesso viene bruciata con una disinvoltura agghiacciante.

Non oso immaginare il libro successivo, l’ultimo della serie, ma ormai è ovvio che da quel fronte non rimane più un minimo di salvabile. E niente, torno a sbattere la testa contro il muro.

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